lunedì 23 dicembre 2013

Recensione 006: ODR - Il Ponte del Diavolo

Genere: Folk Metal
Nazione: Italia
Anno:2013
Lingua del Cantato: Italiano
Label: Autoprodotto
Formato: Demo

Oggi vi parlerò de "Il Ponte Del Diavolo", demo di esordio dei torinesi ODR, ennesima ineressante band che va a arricchire l'interessantissima scena folk italica.
Il sound dei nostri è molto vicino in particolare a quello dei connazionali  Furor Gallico e in misura minore a quello dei danesi Svartsot (soprattutto perchè i sound delle varie band sono tutti basati su melodie di flauti e su una voce in growl molto cavernosa).
La band infatti basa la maggior parte delle sue composizioni sugli strumenti folk, limitando le chitarre quasi sempre ad un ruolo di accompagnamento, mancano infatti sezioni soliste di queste ultime.
Il Ponte del Diavolo è formato da cinque pezzi: la festosa opener Notte Alcolica, pezzo anthemico destinato a diventare il pezzo forte dei nostri in sede live, la bellissima Luna Antica, forse il pezzo migliore del lotto, che dopo un ottimo inizio acustico esplode con l'entrata in scena della voce in growl,  la titletrack, altro ottimo brano, che si distingue anche per il dialogo tra il diavolo, che si esprime con una furiosa voce in growl, ed un sant'uomo che cerca di allontanarlo, che si esprime in clean, Sussurro invernale, pezzo acustico che ha la funzione di far cambiare atmosfere al disco, e la conslusiva Inverno Ancestrale.
Il disco, ben suonato e composto, riesce a divertire molto l'ascoltatore e fa capire le potenzialità di questi ragazzi, che però possono ancora migliorare, magari aggiungendo qualche altra soluzione al loro songwriting.

Voto: 79/100

mercoledì 18 dicembre 2013

Recensione Dal Passato 01 : Eluveitie - Helvetios

Genere: Folk Metal
Nazione: Svizzera
 Anno:2012
 Lingua del Cantato: Inglese / Gaelico
Label: Nuclear Blast


 Oggi ho deciso di inaugurare questa nuova rubrica, in cui parlerò di album delle principali band Folk Metal, usciti da diverso tempo.
Ho deciso di inaugurare questa rubrica parlandovi di Helvetios, quarto album (senza considerare l'acustico Evocation I) degli svizzeri Eluveitie.
La band  con i suoi primi due album Spirit e il celebre Slania si era affermata come una delle migliori realtà europee, ma con il successivo Everything Remains As It Never Was,, non era riuscita a soddisfare a pieno i fan che la avevano accusata di eccessivo immobilismo e di non aver prodotto un album all'altezza dei precedenti.
L'album in questione, che è il primo concept album della band e ci narra delle vicende del popolo degli Elvezi, massacrato dai Romani, divide molto il pubblico. In molti infatti non lo apprezzano accusando sia la band per non essere riuscita ad innovarsi, per aver scritto canzoni troppo simili tra loro, per aver abbandonato il Folk Metal o per aver rubato riff allo Swedish Death sia la produzione ritenuta troppo pulita e plasticosa. Tuttavia a mio parere il disco è al livello dei suoi illustri predecessori e ci presenta una band in grande spolvero.
Le canzoni infatti pur non essendo particolarmente originali risultano quasi tutte ottime, con un ottimo mix tra rabbia e melodia e l'album nonostante il suo consistente minutaggio (59 minuti per ben 17 canzoni) riesce a non annoiare. Ad episodi più aggressivi come Meet the Enemy si alternano episodi come l'ottima A Rose For Epona, dove Chrigel lasca il microfono alla polistrumentista Anna Murphy, che risultano essere al limite del pop.Tra i pezzi migliori annoveriamo quindi l'opener Helvetios, pezzo dove Chrigel da' il meglio di se, in un chorus davvero memorabile, Luxtos, con la sua alternanza tra il cantato in inglese e quello in gaelico, la bellissima Santonian Shores, Neverland e Alesia.
Forse l'unica vera pecca del disco risulta essere l'assenza di un pezzo acustico del livello dei precedenti(Isara su tutti).

Voto: 86 / 100

lunedì 9 dicembre 2013

Recensione 005: After God - The Honourable Way

Genere: Epic / Folk Metal
Nazione: Italia
Anno:2013
Lingua del Cantato: Inglese
Label: Autoprodotto
Formato: Demo

 Gli After God, a mio parere una delle maggiori promesse della scena metal italiana, nascono a Rimini nel 2008 ma solo quest'anno riescono a rilasciare il loro primo ep, questo The Honourable Way del quale vi parlerò oggi.La band, che autodefinisce  il suo genere come Evocative Folk Metal, ci propone un interessante  metal con voce femminile molto epico e sinfonico con svariate influenze, testimonianza del vasto background dei suoi musicisti.
Infatti nella demo, composta da tre brani più la consueta intro, si possono trovare sia brani più folky come le ottime We Ride, catchy nel suo chorus, e l'articolata Para Bellum, che vede la partecipazione di Leonardo dalla Via, cantante dei validi Vallorch, la quale vede una prima parte nella quale a Virginia Baldini è affidata la narrazione dei sentimente provati dalle donne del villaggi il giorno prima della partenza dei loro uomini per la guerra, e una seconda nella quale della Via, descrive invece le intenzioni festose degli uomini per la loro ultima notte nel villaggio, a brani più Symphonic Metal come la consclusiva Waning Moon, forse il miglior pezzo del lotto, che mi ha ricordato i Nightwish dei tempi migliori ( Wishmaster).

I maggiori punti della band risultano essere un buon songwriting e l'ottima, emozionante e versatile voce Virginia Baldini.

Voto: 85/100

domenica 8 dicembre 2013

Recensione 004: Demoterion - Prometheus

Genere: Melodic Death / Pagan Metal
Nazione: Italia
Anno:2013
Lingua del Cantato: Inglese
Label: Autoprodotto
Formato: Ep

La cosa che maggiormente stupisce della band della quale vi parlerò oggi, i Demoterion da Teramo, è che nonostante si siano formati solo a Marzo di quest'anno già ad Ottobre siano stati in gradi di pubblicare un Ep, come questo Prometheus, di buon livello.
Questi ragazzi ci propongono un interessante melodic death metal epico che si rifà soprattutto agli  Amon Amarth, ma anche a band come gli Ensiferum o i Varg.
Nonostante l'ep inizi con quella che è forse la peggior traccia del lotto, Through the runes, l'album mantiene sempre un buon livello, risultando comunque sempre abbastanza piacevole, in particolare si distingue la terna finale formata da Flagellum Dei, Plague From The North, forse il pezzo che ho preferito grazie al suo chorus, e la titletrack.
Il disco mette però in mostra alcuni difetti soprattutto nel campo dell'originalità della proposta, che non risulta particolarmente fresca, e dal punto di vista testuale, nel quale soprattutto là già citata opener risulta essere non particolarmente accurata.
Questi difetti sono probabilmente però dovuti alla giovane età dei membri della band e alla sua recente nascita, ragion per cui ritengo che presto saranno risolti.

Voto: 67/100

venerdì 6 dicembre 2013

Recensione 003: Folk Metal Jacket - Our War Has Begun

Genere: Folk Metal
Nazione: Italia
Anno: 2012
 Lingua del Cantato:  Inglese
Label: Autoprodotto
Formato: Demo

I Folk Metal Jacket sono una band di Modena dedita ad un Folk Metal vivace ed allegro, caratterizzato dall'utilizzo del banjo, con all'attivo la demo di cui vi parlerò oggi,Our War Has Begun, pubblicata autoprodotta nel 2012, e un ep del 2013, Spill This Album, pubblicato dalla Moonlight Records, label che ha pubblicato interessanti lavori Folk Metal come Swords of Midgard degli Ulvedharr e Neverfade dei VallorcH.
Cominciamo però a parlare dell'album oggetto della recensione, questo Our War Has Begun, composto da un intro e cinque pezzi.
In questi la band ci mostra subito il suo stile , con l'opener Faunalia, un simpatico brano festaiolo che ricorda quando fatto da Finntroll e Trollfest, pur comunque mantenedo, grazie anche al banjo, un suono piuttosto riconoscibile e personale.
Anche i successivi brani proseguono, con buoni risultati su queste coordinate, fino alla conclusiva Alice in Paganland, che stupisce con le sue melodie iniziali quasi dolci, per poi esplodere con l'ennesimo coro ben riuscito.
La demo, pur non eccellendo, risulta in definitiva molto piacevole, anche se forse risulta essere sprovvista di un pezzo che possa diventare in futuro un grande cavallo di battaglia della band.

Voto: 75/100

giovedì 5 dicembre 2013

Recensione 002: Kanseil - Tzimbar BInt

Genere: Folk Metal
Nazione: Italia
Anno: 2013
Lingua del Cantato: Italiano / Inglese
Label: Autoprodotto
Formato: Ep

I Kanseil sono un gruppo di Fregona, in provincia di Treviso, formatosi nel 2010, che nel 2013 rilasciano il loro primo ep, questo Tzimbar Bint, di cui vi parlerò oggi e che ci mostra una band dalle grandi potenzialità, che sarà probabilmente in grado di ritagliarsi un ruolo di tutto rispetto all'interno dell'affollata scena folk italica.
Il cd è aperto da una buona intro acustica piuttosto malinconica, con una buona parte narrata in italiano che tratta della natura e della notte, che lascia poi il posto alle cornamuse alla Folkstone che introducono il primo brano elettrico dell'album ,Genius Loci, un ottimo pezzo dove l'anima folk dei nostri ben convive con quella pù tipicamente metal. Dopo un altro pezzo strumentale ( Dar Bald Hat Geheft Zo Reda) si arriva poi a Mazhorl, un ottimo pezzo, grazie anche ad uno sfrenato chorus.
In chiusura la band pone poi il suo capolavoro quella Tzimbar Bint,unico pezzo elettrico cantato in italiano, dove la band ci fornisce una grande prova delle sue potenzialità.
Il maggior punti di forza dell'Ep risulta essere la sua grande freschezza, derivante da un songwriting molto ispirato e non eccessivamente derivativo.
Buoni anche i testi che ci narrano le gesta del popolo dei Cimbri, che anticamente abitava il Veneto.

Voto: 84/100

martedì 3 dicembre 2013

Recensione 001: Evendim - Whiskey On Fire

Genere: Folk Metal
Nazione: Italia
Anno: 2011
Lingua del Cantato: Inglese
Label: Autoprodotto


Come prima recensione di questo mio nuovo blog  ecco a voi quella di Whiskey On Fire degli italiani Evendim, che già avevo già avuto piacere di recensire, in inglese, sulla pagina Fuckin Unknown Metal.
Gli Evendim nascono nel 2008 a Giambassi Terme, nei pressi di Firenze, e dopo alcuni anni nel 20011 rilasciano l'interessante demo di tre branidi cui vi parlerò oggi.
Il disco si apre con Boozer 's Rules, un pezzo piuttosto energico che ricorda le atmosfere piratesche degli scozzesi Alestorm, il pezzo risulta molto piacevole grazie anche ad un ottimo coro, ma nonostante la buona qualità il risulta forse il brano meno riuscito a causa della concorrenza spietata dell' ottima titletrack, brano festaiolo perfettamente riuscito che ricorda i migliori Korpiklaani, sorretto da un irresistibile ritornello e da un bell'assolo che quasi sicuramente diventerà uno dei grandi classici della band, e della magica ballad dalle atmosfere irlandesi Faraway So Close, che vede un ottima prova dell'ex cantante della band James, che ha lasciato la band nel corso del 2011.
La demo risulta quindi molto godibile, a causa delle tre ottime canzoni che compongono, ragion per cui mi sento di consigliarla a tutti gli amanti del Folk Metal festaiolo e celticheggiante.
La band dovrà tuttavia dimostrare con la prossima demo, prevista per il 2014, quanto di buono mostrato.

Voto 81/100